C’è un momento preciso in cui la realtĂ di un paese si trasforma in un palcoscenico.
A Buscate, tra l’odore tipico delle feste di piazza e il chiacchiericcio degli stand gastronomici, è accaduto questo: lo spazio orizzontale della tradizione ha lasciato spazio alla verticalitĂ dell’arte aerea.
Se l’atmosfera era distesa, la situazione fotografica era tutt’altro che semplice.
Con l’avvicinarsi della sera, la luce naturale è svanita e ci siamo affidati a un supporto d’emergenza: un camion con generatore e lampioni ad alta potenza (attrezzatura solitamente utilizzata dalla Protezione Civile per i lavori notturni).
Lo shooting è diventato pura fotografia URBAN mentre ci spostavamo verso le auoto.
In fotografia, come nella vita, l’equilibrio non è mai statico. Ho dovuto accettare il rumore digitale pur di salvare la dinamicità del gesto; un compromesso necessario per dare priorità all’emozione rispetto alla perfezione tecnica.
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